“DAVANTI AD AUSCHWITZ, IL SILENZIO E’ D’OBBLIGO” IMPORTANTE MESSAGGIO DEL VESCOVO CIBOTTI AI LICEALI
DAVANTI AD AUSCHWITZ, IL SILENZIO E’ D’OBBLIGO” IMPORTANTE MESSAGGIO DEL VESCOVO CIBOTTI AI LICEALI DEL GIORDANO. E SU TRAMP IL PRESULE E’ STATO NETTO: “CHI COSTRUISCE MURI ALIMENTA LA VIOLENZA E IL RAZZISMO.”
Di Marco Fusco
“Memoria, dovere, carità!”, ricordare per prendere consapevolezza delle nuove forme di razzismo:importante messaggio del vescovo monsignor Camillo Cibotti ai liceali del “Giordano” che hanno organizzato ieri, in occasione della Giornata della Memoria, una significativa tavola rotonda. Sono intervenuti: il dirigente scolastico Rossella Simeone, l’assessore alla cultura Angelamaria Tommasone e il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Venafro il capitano Giacona. L’evento è stato arricchito dalle parole che il vescovo Cibotti, espresse all’assemblea dei ragazzi. “Non si può giustificare un evento così violento e dalle dimensioni così ampie, perché un uomo non può permettersi di prevaricare su un altro uomo”- ha esordito il presidente della Consulta provinciale degli studenti Gian Marco Di Cicco-. In giornate come questa che è stata celebrata al Giordano, la memoria dei liceali deve compiere un esercizio di consapevolezza e di presa di posizione di fronte ad un massacro di tali proporzioni; uomini, donne, bambini, dissidenti politici, omosessuali e di etnia rom, vennero internati nei campi di concentramento e la maggior parte di loro ha trovato la morte nelle maniere più atroci e violente. Le gerarchie naziste andarono ad attuare una vera e propria “soluzione finale”, privando ciascun individuo della propria libertà e della propria dignità.” Memoria, dovere e carità sono stati i temi fondamentali, intorno ai quali mons. Cibotti ha tenuto il suo intervento, perché, all’indomani del termine della guerra, la posizione della Chiesa e, in particolar modo, di Pio XII fu molto dibattuta. Il vescovo e i ragazzi hanno voluto fare chiarezza su questi aspetti, prendendo in considerazione documenti storici ed encicliche. Ci si è voluti interrogare sul modo in cui i fenomeni, che hanno fomentato l’ideologia nazista possano essere ancora parte integrante del nostro comportamento in una così disparata società. “Nel corso della storia- ha detto Cibotti – sembra che il male non abbia avuto limiti e non abbia raggiunto una fine ma, avendo consapevolezza della propria responsabilità e libertà, l’uomo, anche imprigionato, può riconoscere la propria dignità e la speranza. Papa Pio XII ha accolto questo grido dei più deboli e ha fatto il possibile, per via diplomatica e politica, affinché non trovassero la morte”. I liceali, inoltre, in un successivo dibattito, hanno proposto al vescovo dei quesiti che riguardavano: l’esistenza nei campi di concentramento, la libertà umana, il valore della giustizia, la responsabilità dell’uomo e il senso del divino. Per trovare una chiave di lettura valida, monsignor Cibotti ha detto che la giustizia ha il limite nel diritto ma l’amore non ha limiti ed è proprio la cosiddetta “assenza di Dio” la manifestazione più grande della libertà umana. La ricerca di sé stessi e del bene coincide già con l’andare oltre al male. Nei campi di sterminio e nella vita quotidiana, la vita deve resistere alla putrefazione come un cero in una cavità sepolcrale.” Il presule poi ha chiosato lanciando un ultimo messaggio forte ai giovani studenti del Giordano:”Il male non è più forte del bene, ricordatelo sempre ragazzi”. Non è mancata la stoccata per il nuovo presidente degli Stati Uniti Tramp:” Chi vuole costruire muri, invece di ponti, di dialogo tra le culture, le religioni può solo alimentare il razzismo e nuove forme di violenze, anche di inaudita gravità”.


